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Scoprire (e capire) il Salento e la sua cultura

16 febbraio 2016 | viaggi e turismo | no comments

La cultura salentina è complessa, ricca e ancorata a radici profonde. Cosa sapere per capire il Salento.

Non illudetevi, non basta una vacanza per capire davvero l’essenza della cultura salentina. Avete prenotato un b&b con piscina in Salento e siete pronti a partire? Bene! prendetevi cinque minuti per cercare di capire qualcosa in più sulla magica terra che sta per accogliervi, per sintonizzarvi al meglio con tutto ciò che rappresenta e caratterizza un luogo del tutto sui generis, animato da un radicamento profondo e da un orgoglio di appartenenza con pochi eguali.

La musica

Pizzica, reggae, tarantamuffin. E tutto ciò che da lì nasce e si articola. La pizzica salentina è l’inno del luogo, una disperata ballata che viaggia tra ritmiche strazianti e musiche dolci, ritualità pagane e sottomissione ai dettami del codice cattolico. La taranta salentina nasce dalle campagne e dagli atti di vessazione sociale che le donne del posto erano costrette a subire. Ogni pezzo è un canto di dolore e di liberazione dal dolore.

Il reggae si ancora alla tradizione salentina a partire dai primi anni ‘90. I Sud Sound System sono il motore di un germogliare infinito di collettivi, crew e artisti che si esprimono attraverso il rootz e il raggamuffin e che, tra dance hall e concerti sulla spiaggia, colorano le estati salentine. Fino ad arrivare al tarantamuffin, punto di incontro quasi naturale delle due anime, una folk e l’altra internazionale, del patrimonio musicale del Tacco d’Italia.

Il dialetto

Legato alla tradizione musicale, ma anche a ogni altro aspetto della quotidianità, è l’utilizzo del dialetto. Lingua ufficiale nelle relazioni sociali forti, oggi elemento di merchandising e parte integrante del ‘Brand Salento’, il dialetto salentino racchiude in sé il retaggio storico del posto e lo palesa attraverso una parlata aspra e genuina come il territorio su cui vive e prospera.

L’artigianato

La pietra leccese è eccellenza assoluta e parte del marchio locale. Pietra friabile, semplice da lavorare ed elegantissima nel design, la pietra leccese ha permesso che il barocco diventasse eccellenza del Salento e che potessero prendere vita creazioni di assoluto virtuosismo artistico come la Basilica di Santa Croce a Lecce e la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli.

E poi la cartapesta, materiale vivo e malleabile, a cui gli artigiani del posto sanno dare forme e modellazioni entusiasmanti. La cartapesta, insieme alla pelle di capra – utilizzata per la realizzazione dei tamburelli, strumenti simbolo della pizzica – e alla pietra leccese stessa, rappresentano l’anima dell’artigianato del posto e dell’intera cultura del magico Sud-Est.

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