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Barbaresco Gaja: cosa sapere

Quando si va a scegliere un vino per una cena importante, bisogna essere ben consapevoli del menu che verrà servito. I vini hanno infatti diverse caratteristiche che si sposano bene con determinate pietanze piuttosto che con altre. Esistono però vini di qualità che riescono ad adattarsi bene con un’ ampia gamma di pietanze che anche i meno esperti possono riconoscere e sfruttare. Un valido esempio di ciò, e l’argomento di cui parleremo oggi, è il Barbaresco Gaja, uno dei vini più versatili in questo senso.

Dunque, vediamo cosa c’è da sapere sul Barbaresco Gaja. Tre sono i punti da osservare per riconoscere il vero vino piemontese: il colore che nel caso del Barbaresco Gaja è un rosso granato scuro, il profumo di frutta e spezie con note di liquirizia e mora ed in fine il sapore che deve richiamare quello della frutta rossa, in particolare la ciliegia o la prugna. Tutte queste peculiarità lo rendono particolarmente adatto ai primi piatti e ai grandi arrosti, comprendo di fatto l’intera cena.

Bisogna altresì ricordare che anche la temperatura a cui viene servito il vino gioca un ruolo determinante sul sapore. Il Barbaresco Gaja infatti per esprimere il massimo di sè deve essere tassativamente servito alla temperatura di 18-19 gradi.

 

Qualche cenno storico

Proporre una bottiglia ai propri invitati senza conoscerne la storia è poco elegante. Il Barbaresco Gaja nasce in Piemonte proprio nel paese di Barbaresco, in cui la famiglia Gaja si occupa di viticultura fin dal 1859. Prodotto con uno dei vitigni piemontesi più rinomati, il Nebbiolo, diventa presto un eccellenza ed un simbolo dell’artigianato italiano.

Grazie al duro lavoro della famiglia Gaja che ha saputo mantenere viva la tradizione legata alla produzione del Barbaresco unendola alle più moderne tecnologie, questo vino è entrato di diritto fra i migliori al mondo, ricevendo riconoscimenti prestigiosi anche da importanti riviste di enologia.

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