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Apertura p.iva: cosa bisogna assolutamente sapere

Stando ai dati, il numero di coloro che decidono di mettersi in proprio e di aprire una partita Iva è in crescita.

Ma come fare per intraprendere questo percorso e cosa c’è da sapere per non sbagliare?

Ecco tutte le informazioni utili in merito all’apertura di una partita Iva e le indicazioni per cercare di risparmiare il più possibile.

 

Partita Iva: come aprirla

 

Prima di scendere più nel dettaglio e di capire come fare per aprire una partita Iva è utile tenere conto del fatto che in questo momento sono molte le possibilità che si prospettano a chi ha necessità di aprire una partita Iva e, per tale ragione, è bene consultare un professionista del settore, evitando di procedere in maniera del tutto autonoma.

Il regime forfettario, ad esempio, rappresenta un’alternativa a dir poco interessante per chi si affaccia per la prima volta alla libera professione.

Chi, invece, dovesse avere a che fare con redditi particolarmente alti non potrà fare a meno di optare per il regime cosiddetto ordinario.

Ma andiamo per gradi. Per prima cosa, è bene precisare che aprire una partita Iva è decisamente molto semplice e rapido.

A farlo possono essere sia le persone fisiche che le società. Inoltre, si tratta di un’operazione interamente gratuita.

Per l’apertura ci si può rivolgere sia al proprio commercialista di fiducia che all’agenzia delle entrate.

In entrambi i casi, si riuscirà a concludere tutto nel giro di pochi minuti.

L’unica cosa di cui ricordarsi è la comunicazione dell’inizio della propria attività entro 30 giorni.

 

Informazioni utili per l’apertura

 

partita iva consulente aziendaleAl momento dell’apertura della partita Iva si dovrà indicare il codice cosiddetto Ateco che è specifico per l’attività che si dovrà svolgere.

Come detto in precedenza, poi, si dovrà specificare anche la tipologia di regime contabile.

Ciò vuol dire che si dovrà optare per il forfettario o per l’ordinario.

Per quanto riguarda, invece, il vecchio regime cosiddetto dei minimi, chi vi appartiene ci potrà rimanere fino al trentacinquesimo anno di età o alla scadenza naturale di cinque anni.

Dopo aver portato a termine anche questa fase, al richiedente verrà consegnato il numero della propria partita Iva che rimarrà identico a se steso fino al momento della chiusura dell’attività.

Ultima fase è quella della messa in regola con l’Inps, presso il quale recarsi per mettere in ordine la propria posizione.

 

I costi della partita Iva

 

Come già chiarito, aprire la partita Iva non ha alcun genere di costo.

Ad essere rilevante, però, è la sua gestione.

Per quanto riguarda la contabilità ordinaria, si tratta di una soluzione che consente di affrontare le spese in maniera tutto sommato accessibile e, soprattutto, direttamente proporzionale alle effettive cifre guadagnate.

Per quanto riguarda, invece, il regime forfettario, si ha la possibilità di godere di una tassazione agevolata al 5% per i primi cinque anni di attività.

Dal sesto anno in poi si passerà, poi, al 15%. In riferimento, invece, ai contributi Inps essi graveranno per il 27% sul reddito dell’attività.

In sintesi, aprire una partita Iva è facile e non comporta alcun genere di rischio.

L’unica cosa da fare è affidarsi ad un professionista in grado di seguire sia la fase di apertura che durante tutta la vita dell’attività.

 

Fonte: Addlance

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